MA QUALE DECORO? IL PALAZZINARO ORDINA, LA POLIZIA SGOMBERA! La sottile linea nera tra istituzioni, palazzinari e neofascisti

– Mentre stiamo cercando di capire cosa potrebbe essere veramente utile per affrontare questa tremenda situazione, vi invitiamo a contattarci, o a recarvi sul luogo per portare una bottiglia d’acqua, una maglia, una coperta a queste persone. Sono state buttate fuori di casa senza avere la possibilità di recuperare le proprie cose: ora hanno bisogno di tutto! –

Ciò a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni ci risulta davvero incredibile, così come ci sembrano inenarrabili le tristi emozioni che abbiamo vissuto.

Abbiamo trovato le strade della nostra città, martedì sera, stranamente piene di camionette e polizia; corpi speciali venuti da altri territori d’Italia, certamente con un dispendio di soldi considerevole. Nel giro di una notte la motivazione di questa massiccia e straordinaria presenza si è manifestata nello sgombero forzato di un intero quartiere, via Ariosto a Montesilvano. Polizia, municipale, carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco: un impiego della forza impensabile, organizzato e rivendicato, un’azione che non ha precedenti nel nostro territorio e che diventa subito un precedente orribile. 

Quanto avvenuto ci ricorda un altro episodio, troppo simile: lo sgombero del mercatino etnico di Pescara centrale, avvenuto con gli stessi tremendi metodi: uso smisurato del braccio armato dello Stato, trattamento inaudito, realizzato alle prime luci dell’alba. 

E cosa pensare, realizzando che i destinatari di entrambi questi vili attacchi sono gli stessi, ovvero i componenti della comunità senegalese e africana di Pescara?

Dalla sera di mercoledì, ovvero il giorno stesso dello sgombero, siamo sul posto: abbiamo trovato da una parte le strade blindate da camionette e polizia, dall’altra una marea di ragazzi sgomberati abbandonati a loro stessi, riversati sui marciapiedi con niente; tanti sono stati i passanti che si sono fermati a scambiare due parole di plauso con le forze dell’ordine, per non parlare delle tante persone passate in macchina lungo quella strada, che, rallentando, non hanno perso l’occasione per mostrare il loro consenso verso l’atto compiuto, molti tendendo direttamente il braccio destro in un saluto romano. Un applauso corale a questo atto da Terzo Reich.

Pochi, pochissimi dall’altro lato della strada, a mostrare solidarietà agli immigrati cacciati via. E una mancanza di sostegno è denunciata dagli stessi ragazzi, ai quali nessuno del quartiere ha voluto tendere la mano o prestare ascolto.

Molte forze politiche della città di Montesilvano hanno salutato con felicità quest’azione dal sapore neofascista e il sindaco Maragno, firmatario dell’ordinanza di sgombero, la festeggia pubblicamente, ritenendola “una soluzione” all’esistenza di un vero e proprio “ghetto” situato nel cuore turistico di Montesilvano.

Quale problema costituiva veramente un quartiere come via Ariosto in città, tanto da dover intervenire buttando letteralmente fuori di casa le persone che vi risiedevano?

Non si trattava di un’occupazione abusiva tout court, anche se, su questo dato, i giornali stanno inquinando le carte. Molte persone pagavano regolarmente un affitto mensile, nei modi e nei metodi che potevano permettersi. Una misura così violenta non può essere motivata neppure dal fenomeno dello spaccio che, come sappiamo, si verifica altrettanto fortemente ormai sotto ben altre luci, quelle centralissime della movida.

Si è parlato soprattutto di «motivi igienicosanitari e carenze strutturali», e su queste parole buttate a casaccio la retorica razzista raggiunge le stelle: questo problema non riguarda tanto gli occupanti, quanto i proprietari e lo stato pregresso delle palazzine, che probabilmente, per la loro precarietà, sono risultate raggiungibili alle tasche di persone appartenenti a minoranze fisicamente e simbolicamente emarginate nelle città come la nostra. 

Trattasi allora di un problema di decoro pubblico: la politica istituzionale ormai lavora per creare dei centri città ripuliti e fluorescenti, pronti ad accogliere la società dei consumi che d’estate si riversa a divorare la costa, alla quale non va mostrata la complessità della città. La polvere della storia coloniale va nascosta sotto il tappeto, e alle porte dell’estate si ripulisce spartanamente la costa da miseria ed emarginazione. E così pulizia si trasforma in polizia.

Come si possono rendere invisibili più di 200 persone che ora si ritrovano senza una casa e sono costrette a vivere per strada?

La guerra è sempre la stessa: quella fatta al povero e non alla povertà.

Infatti la violenza poliziesca non si è abbattuta sui proprietari delle palazzine ai quali era stato ordinato di non utilizzare e di non concedere in locazione a terzi gli immobili in quanto inagibili per motivi igienico sanitari e di sicurezza e che avrebbero dovuto fornire attestazioni tecniche riguardo la tipologia e la consistenza delle problematiche e le conseguenti opere di ripristino e risanamento.

Quando sono i ricchi a non rispettare le norme e ad evadere il fisco riscuotendo affitti senza fare contratti, la legge viene trascurata.

E’ la stessa logica istituzionale che ritroviamo nelle misure in materia di  immigrazione e sicurezza firmate Minniti e Orlando. Gesta che non risolvono il problema, ma lo aggravano: non bisogna essere un genio per comprendere che se più di 200 persone vengono cacciate dalle proprie abitazioni e vengono costrette a vivere per strada, ciò non farà altro che aggravare la situazione.

Anzi, bisogna sottolineare un dettaglio: in mancanza di lavoro e di residenza il permesso di soggiorno non può essere rinnovato. E allora è facile capire che il piano dietro questo sgombero è anche quello di costringere gli inquilini di via Ariosto alla clandestinità forzata, quindi alla ricattabilità sottopagata del lavoro nero o alla criminalità.

E tutto ciò non farà altro che alimentare le retoriche di politicanti xenofobi e fascisti riguardo problemi creati da loro stessi, producendo un aumento della violenza squadrista nelle strade. Un vero e proprio circolo vizioso.

In alcune città, come Montesilvano, questo connubio tra politica istituzionale e neofascisti non ci stupisce: a partire dal felice rapporto tra il consigliere comunale di Forza Italia A. Aliano e il dichiarato neo-fascista M. Forconi (ex coordinatore regionale di Forza Nuova da poco passato a Fratelli d’Italia), confermato dalle iniziative svolte insieme e coronate dall’ingresso in una scuola elementare dei neofascisti travestiti da ambientalisti (http://www.cityrumors.it/notizie-pescara/politica-pescara/231277-montesilvano-presunta-propaganda-fascista-scuola.html).

Un rapporto confermato ancora dal fatto che Forconi sapesse del “segretissimo” sgombero già diversi giorni prima, tanto da poterlo annunciare la sera prima su internet ed essere presente durante lo sgombero all’alba.

Ancora  una volta allora, come già avvenuto a Pescara, assistiamo ad un sindaco  che intende fare marketing politico appoggiandosi agli argomenti e ai  metodi più qualunquisti e populisti – ahinoi, ormai sempre più fascisti –  che sono in voga. Essere razzisti ormai sta diventando un trend, e  molti uomini politici ci costruiscono la loro carriera, generando mostri  e mostruosità fasciste.

Ma ciò che caratterizza Montesilvano, lo sappiamo, è la cementificazione selvaggia della costa attuata per gli interessi dei palazzinari e a discapito dell’interesse collettivo.

Montesilvano è sempre più preda di speculatori edilizi accecati dal guadagno facile, urbanisti ben oliati da amministrazioni locali ammiccanti, specialisti del mattone  senza scrupoli, agenzie immobiliari tentacolari, imprese edili voraci e affamate che vedono in ogni edificio semi-fatiscente (purché sia in un  quartiere turistico, come la residence di via Ariosto) un hotel a 5 stelle, la sede di una banca o di una  multinazionale e quindi una nuova occasione di guadagno.

Non è un caso infatti che D’Andrea, costruttore delle palazzine adiacenti via Ariosto, si lamenti della presenza dei senegalesi, che a suo dire ostacolano con la loro presenza la vendita degli appartamenti nella nuova e lussuosa piazza dei grandi alberghi.

Il progetto politico dietro queste operazioni è allora evidente: nei quartieri turistici non c’è spazio per gli abitanti “meno decorosi”, indipendentemente dal colore della loro pelle. Devono sloggiare e spostarsi più in là, per far avanzare progetti milionari in spregio alla disoccupazione e ai quartieri abbandonati.

Questi progetti, che vengono ufficialmente identificati come progetti di  «riqualificazione urbana», provocano disagi sociali enormi con  spostamenti di fasce di popolazione meno abbienti verso le periferie, per far posto a shopping mall, hotel di lusso, boulevards della moda e negozi griffati ad accesso esclusivo.

E allora capiamo subito che lo sgombero di Via Ariosto riguarda veramente tutt* noi!

Il pretesto sarà sempre lo stesso,  ovunque: a causa di una presunta  inagibilità dei luoghi e di rischi strutturali, gli immobili vengono  abbattuti e poi ricostruiti.

Gli esempi sono tantissimi, in Italia e non solo, e risulta ormai evidente che dietro i progetti di demolizione si nascondono enormi interessi di grandi società finanziarie che  mirano ad accapparrarsi sempre più vaste proprietà immobiliari, alimentando una bolla speculativa che prima o poi esploderà e investirà chiunque, senza distinzioni di razza o nazionalità.

In questo fenomeno globale, il caso di Montesilvano diventa tristemente caratteristico: qui, l’interesse della speculazione edilizia, attraverso le istituzioni asservite, sposa le ragioni del fascismo, creando un’accoppiata davvero pericolosa. E tutti coloro che stanno ad applaudire – portavoce dei neofascisti compreso – non risultano altro che marionette nelle mani dell’ennesimo cementificatore locale.

Non abbiamo una soluzione in mano per risolvere il problema della gentrificazione in atto, ma una possibilità potrebbe essere data dalla condivisione in occupazione di alloggi e luoghi disabitati. Se si vuole essere “solidali” bisogna stare al fianco di chi un diritto alla casa non l’ha perché escluso o  estromesso.

Le  amministrazioni stanno usando le leggi per depurare le città e fare gli interessi dei palazzinari locali. 

È arrivato il momento di rovinargli la festa!

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