Guerra allo Stato di Guerra

In questi giorni in cui si decantano le Forze Armate e si festeggia il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, rifiutiamo di unirci al coro nazionalista.

Abituati a PENSARE CON LA NOSTRA TESTA e a sceglierci i nemici e gli amici senza che nessuno ce lo imponga dall’alto, NOI celebriamo la Diserzione, l’Insubordinazione e la Ribellione. Disertare richiede capacità di giudizio autonomo, determinazione, coraggio e una buona dose di fortuna. Continue reading

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15 Ottobre 2011 – La solidarietà è la nostra arma

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Ieri notte sono comparsi questi manifesti a Pescara in solidarietà dei compagni e delle compagne indagate per devastazione e saccheggio per i fatti del 15 ottobre, di Cremona e del Brennero.

Chi ha compagnx non è mai solx.

LA SOLIDARIETA’ È LA NOSTRA ARMA

Chi si ricorda del 15 ottobre 2011, si ricorderà anche dell’aria che si respirava in quella giornata. Ricorderà la rabbia, e la gioia di condividerla insieme a migliaia di persone. Per quella rabbia, che compagne e compagni hanno rivolto contro lo Stato e le sue politiche economiche, culturali e sociali repressive, 15 persone sono state condannate, anche fino a 9 anni, principalmente per il reato di devastazione e saccheggio. Alcunx sono addirittura stati incarceratx come misura preventiva: ricordiamo il nostro amico e compagno Chucky, ad esempio, preso di forza dalla sua abitazione e portato in carcere (tortura di Stato!), prima pure di processi o condanne; o Davide, che è stato rinchiuso in condizioni degradanti per 3 anni e che contro il reato di devastazione e saccheggio ha scelto di fare lo sciopero della fame. Continue reading

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La Legge non è la mia sfida

Giustizia non è la Legge. Giustizia non è la sentenza di un Tribunale. Giustizia non è Diritto.

Il Diritto non è sacro e la violenza fa parte del Diritto, nella sua fondazione, nella sua sostanza, nella sua difesa. La Legge è strutturalmente in crisi, destinata ad essere oltrepassata, perché attraversata da un ineliminabile fattore di violenza.

La Giustizia è al di là del Diritto. Continue reading

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Reddito di Cittadinanza: la “rivoluzione” amica delle banche e della grande produzione, del consumismo condizionato e dell’asservimento

Siamo chiari fin dal principio: non è intenzione di chi scrive spendersi in ragionamenti su Spread, Mercato e altre questioni che esulano dalle proprie competenze. Ciò su cui intendono focalizzare l’attenzione queste brevi righe è piuttosto smascherare il volto classista del fantomatico Reddito di Cittadinanza, spacciato come misura “rivoluzionaria” e “popolare”. Continue reading

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In fuga, verso la libertà!

Altro che 35€ al giorno! Altro che hotel a 5 stelle! Altro che pacchia!

La risposta più concreta alle cialtronerie dei razzisti arriva direttamente dai soggetti di tutti quei racconti fantasiosi.

La fuga dei 40 migranti della nave Diciotti “ospitati” nel centro di Rocca di Papa mostra persone che non sono disposte ad accettare la condizione di semi-reclusione e di “lavoro volontario gratuito” (leggasi schiavitù) nei sovraffollati Centri di Accoglienza, dislocati spesso nelle periferie e nelle campagne italiane, lontano dai centri abitati e non agevolmente collegati.

La fuga di questi 40 migranti smentisce quanti pensano che rischiare la morte, tra deserto, torture libiche e viaggi della disperazione in mare, abbia come fine ultimo semplicemente quello di “scroccare i contributi agli italiani” (quanto egocentrismo!).

Questa fuga dimostra che gli “Hotel a 5 Stelle per migranti” e i “35€ al giorno” esistono solo nella propaganda razzista e nella sua spettacolare diffusione a mezzo stampa, web e tv.

La lezione che ci dà questa fuga è che neanche una legge infame, come lo è il Regolamento di Dublino, può fermare il desiderio di libertà di chiunque, inclusa la libertà di movimento. Ad una legge che obbliga un richiedente asilo a risiedere nel primo Paese di approdo, la risposta concreta è la fuga verso il luogo in cui si trova la propria famiglia, la propria amicizia o semplicemente la propria felicità.

Una lezione ai vari Salvini ed Orban in giro per l’Europa: le chiacchiere dei politicanti sono buone solo per lo spettacolo elettorale, non per risolvere i problemi.

In un’epoca in cui la merce sembra godere di più rispetto della vita, anche una corsa assume una valenza rivoluzionaria.

In fuga, verso la libertà!

Per approfondire il tema dell’”accoglienza” clicca qui.

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Il cielo su Pescara

Alle 13.25 del 31 agosto 1943 stormi di ombre invadono il perimetro della città assolata: mandrie di goffi uccelli quadrimotori iniziano il loro rito della morte. Tre ondate di B-24 “Liberator” del 98° e del 376° Bomber Group della IX zona aerea degli USA, partite da Bengasi, scrostano il sole dalla pelle dei bagnanti. Nel corso del primo bombardamento di Pescara vengono sganciate circa 500 bombe, dal peso complessivo di oltre 850 quintali; la città, colpita principalmente nella zona a nord del fiume, arrivò a contare poco meno di 3000 morti. Al termine della serie di bombardamenti (furono sganciate altre bombe, nella città oramai quasi deserta, tra il 14 e il 20 settembre, il 17 ottobre, l’8 e l’11 dicembre) circa 1265 edifici risultarono completamente distrutti, 1335 gravemente danneggiati e 2150 in maniera più lieve: il 78% della città era oramai nulla più che un cumulo di macerie e cadaveri. Continue reading

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Le strade sicure le fanno le compagne che le attraversano, non i fasci e gli sbirri

Ieri, sabato 1 settembre, mentre facevano la loro solita camminata pomeridiana lungo il corso, i/le pescaresi hanno trovato in pieno centro, Cas(s)aPound in presidio al terminal bus. Indetto in seguito allo stupro avvenuto sabato 25 agosto nella zona terminal bus, questo presidio, con chiamata regionale, intendeva opporsi al “degrado” della zona della stazione, farcendo il discorso di sessismo e razzismo, con la solita retorica contraria all’immigrazione. Ovviamente da buoni fascisti servi del potere quali sono non è mancata la richiesta di maggiore presenza di sbirri nelle strade.

Quello stesso pomeriggio, però, i fascisti non si aspettavano che delle persone, compagni e compagne, immigrati ed immigrate, spontaneamente e autorganizzandosi, si opponessero alla loro presenza, dimostrando che per stare in strada non c’è bisogno di chiedere il permesso a nessuno. Dall’altra parte invece un manipolo di obbedienti servi del potere, disposti a interrompere il presidio quando è scaduto l’orario gentilmente concesso.

Ieri, con quella contromanifestazione, si è urlato chiaramente che le donne non vogliono essere difese dalla merda fascista e che strumentalizzare uno stupro per portare avanti politiche razziste e securitarie fa incazzare, fa schifo e viene respinto con tutte le forze. Lo stupro è l’apice della violenza del patriarcato, a prescindere dalla nazionalità di chi lo compie, ed è ancora pratica ricorrente dei fascismi e degli uomini in divisa. Obiettivo di chi era in strada contro Cas(s)aPound è anche quello di esprimere la massima e più sincera solidarietà alla donna che ha subito la violenza.

LE STRADE SICURE LE FANNO LE COMPAGNE CHE LE ATTRAVERSANO, NON I FASCI E GLI SBIRRI.

Questo il volantino comparso nelle strade la notte prima del presidio.

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Sab 11 Agosto – Presentazione libro “Correvo pensando ad Anna” – Verso il Kick!

Sabato 11 Agosto – alle 17

Presentazione libro: CORREVO PENSANDO AD ANNA – una storia degli anni 70

Con l’autore Pasquale Abatangelo

Una vita vissuta interamente nei conflitti sociali generati dal 68/69. É la storia di un giovane ribelle che, dopo un’infanzia difficile, incontra i movimenti rivoluzionari di quegli anni, con una adesione totale e senza riserve. Le lotte dei detenuti lo conducono alla militanza nei N.A.P. In carcere poi aderisce alle Brigate Rosse. La narrazione attraversa venti anni vissuti in prigione e descrive il mondo dei detenuti politici, dei carceri speciali e dei dibattiti interni.


A seguire: Cena Sociale in giardino al ritmo della migliore musica!


Iniziativa in sostegno di Kick The Borders! III edizione

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Dom 29 Luglio – Resistere alla repressione! Live Nana & Quentin

Ci avviciniamo sempre più al Kick The Borders! III edizione. Per questa terza edizione, il torneo antirazzista che si muove da anni tra musica e sport popolare, nato dall’esigenza di un intero territorio di rigettare ogni forma di barriera, sarà la lotta alla repressione a fare da filo conduttore.


Domenica pomeriggio cominciamo a ragionare insieme su cosa significa resistere alla repressione e quali strategie attuare in un momento come quello che viviamo oggi, in cui la Reazione avanza.


A seguire suoneranno:


NANA -disagioacustico- di ritorno dal tour di luglio. È da un po’ che non si esibiva a Pescara e finalmente torna a giocare in casa! Un mix di sonorità folk e punk accompagnato da storie tragicomiche velate di malinconia.

https://nanadisagioacustico.bandcamp.com/

Quentin il Califfo del Rocksteady abruzzese e non solo. Il dottore ci curerà da tutti i mali con una delle sue infuocate esibizioni.

Vi dimenticherete anche che il giorno dopo domenica è lunedì! 

https://thequentins.bandcamp.com/album/dr-quentin-friends-demo-songs


Inizieremo presto, nel rispetto delle esigenze di tuttx! 😉

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Quale forza? Quale ordine?

La mattina del 20 luglio nel tribunale di Teramo si è svolta l’udienza in merito al processo che riguardava due compagni, ovvero l’accusa di resistenza ed oltraggio, per la contestazione alla banda della Polizia, il 7 Giugno del 2016 a Giulianova durante il “Festival delle bande internazionali”.

Intorno alle 10 all’ingresso del Tribunale di Teramo alcunx compagnx (una ventina) intentx ad entrare per assistere all’udienza sono statx fermatx da un nutrito schieramento di sbirri: inizialmente con la scusante dell’indecorosità del vestiario (pantaloncini corti) successivamente, dopo un rapido cambio d’abiti, con non meglio definiti motivi di ordine pubblico.

Nonostante questi ridicoli divieti il gruppo ha deciso comunque di esprimere solidarietà ai propri compagni organizzandosi spontaneamente in un presidio. O almeno provandoci. Infatti, proprio nel momento in cui l’assembramento si è posizionato nella stradina adiacente al tribunale parte la prima carica. Fin qui niente di nuovo.

Ci ritroviamo a scrivere tutto questo non per vittimizzarci o per parlare di quanto gli sbirri siano cattivi, ma per evidenziare sia le strane dinamiche di piazza messe in atto quella mattinata sia quello strano atteggiamento.

Infatti, dal momento della prima carica in poi, l’atteggiamento dell’esaltata sbirraglia è diventato pericolosamente imprevedibile: gli sbirri iniziano a muoversi in maniera disordinata, sono sparsi ovunque, sono in mezzo e fuori il gruppo di compagnx, volano sputi, manganellate, rincorrono e buttano a terra compagnx, alcuni particolarmente esaltati dal ruolo di potente picchiatore vengono paradossalmente frenati da altri celerini. Nel parapiglia, un compagno che indietreggiava sotto la minaccia del manganello viene colto di sorpresa da un camerata in divisa che furbamente lo prende alle spalle e lo fa accerchiare dagli altri sbirri, rendendo agli/alle altrx compagnx difficile riprenderselo. Il compagno viene dunque caricato in volante e portato in questura, dove i/le compagnx si dirigono immediatamente per non lasciarlo solo e per esigerne il rilascio.

Verrà però rilasciato solo diverse ore dopo, notificandogli per giunta un’inspiegabile ed assurda denuncia per “Resistenza a pubblico ufficiale”.

Attimi di tregua sotto il tribunale, dove le/i compagnx si ripresentano dopo una mezzoretta per salutare Paska che nel frattemo sta uscendo dall’udienza. Gli sbirri ancora fomentati dagli scontri tornano in tenuta anti-sommossa, ma ne usciranno insoddisfatti tanto da ripartire mandando a fanculo dalla camionetta, come dei bambini capricciosi.

Come già accennato, riportiamo questa infame esperienza per aprire una riflessione sui possibili nuovi scenari di lotta. A caldo ci viene da pensare che se da un lato la resistenza alla repressione diventa sempre più difficile, dall’altro lato è ormai evidente che il potere si manifesta giorno dopo giorno sempre più crudele, tirannico e, dunque, fascista.


Tutto questo non ci spaventa, mai un passo indietro. Oggi più che mai ribadiamo il nostro odio verso lo
Stato e i suoi servitori.

Ogni sbirro è un bersaglio. ACAT

Per leggere la dichiarazione di Paska quella mattina in tribunale, clicca qui.

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